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Volterrano
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Contents
• Origini
• Opere
• Note
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Biografia
La principale fonte per la ricostruzione della biografia del Volterrano è la vita scritta da mwcwFilippo Baldinucci, suo amico diretto. È ritenuta attendibile, nonostante lo scrittore stesso lamenti in apertura di non aver ricevuto dall'artista, a causa della sua modestia, tutte le notizie di cui avrebbe avuto bisogno per stilare un resoconto più dettagliato. A questa fonte si aggiungono i documenti d'archivio legati per lo più a pagamenti, disponibili solo per alcuni lavoricite-ref-v15-1-0[1].
Origini
Nacque a Volterra nel 1611 (data fornita dal Baldinucci), figlio dello scultore locale Gaspare Franceschini, fu avviato alla pratica artistica dal padre, per diventare poi apprendista, sempre a Volterra, del fiorentino mwegCosimo Daddi.
Si fece notare da Ludovico Guarnacci, uno dei suoi primi committenti, e da mwfqCurzio Inghirami, fratello del più potente Giulio, segretario di mwfwCristina di Lorena. Proprio Giulio lo introdusse nell'ambiente fiorentino e fece sì che nel 1628 entrasse a bottega da mwgaMatteo Rosselli, uno degli artisti più quotati allora attivi in città. Per via della pestilenza, il Franceschini tornò a Volterra un anno dopo, dove dipinse una serie di affreschi che sono tra le sue prime opere note: una mwgqPurificazione in mwggSant'Agostino, unmwgw'mwhaAssunta già nella congregazione dei Cappellani della cattedrale e ora nell'mwhqoratorio di Sant'Antonio Abate (1631) e il mwhgSogno di Elia nell'mwhwabbazia di San Giusto (1632, perduti invece gli affreschi nella volta e nel coro)cite-ref-t-2-0[2]. Si tratta di lavori dove si legge l'influenza del Rosselli, anche se una certa rigidità compositiva risente ancora del provincialismo dei suoi primi passicite-ref-v15-1-1[1].
Primi successi a Firenze
Tornato a Firenze, fu cinque mesi nella bottega di mwlwGiovanni da San Giovanni, mettendo mano sia all'affresco d'altare nella mwmachiesa di San Felice in Piazza, sia alla decorazione della sala dell'Udienza negli appartamenti estivi di mwmqpalazzo Pitti (oggi detta Sala di Giovanni da San Giovanni nel mwmgMuseo degli argenti), dove gli viene attribuito un pennacchio con un monocromo di piume in un vaso (1635). Dopo la morte del suo maestro (1636), che era il principale artista della corte medicea, sempre per l'interessamento del conterraneo Giulio Inghirami, il Franceschini viene presentato ufficialmente a corte, facendo esporre una sua opera (un perduto affresco portatile detto "paniera", di cui restano un paio di disegni preparatori) a mwnapalazzo Pitticite-ref-v15-1-2[1].
Gli effetti di tale iniziativa non si fecero attendere, tanto che già un anno dopo mwogdon Lorenzo de' Medici gli affidò l'importante compito di affrescare nella mwowvilla La Petraia un ciclo di affreschi nei loggiati del cortile, sul tema dei mwpamwpqFasti medicei, elaborato da alcuni letterati tra cui Ludovico Incontri. A questa importante impresa il Volterrano lavorò per quasi dieci anni, dalla fine del 1636 al 1647, con una lunga pausa tra il 1639 e il 1641 per visitare, a spese di Don Lorenzo, l'Italia del Nord e conoscere le più avanzate conquiste pittoriche di quelle zone. Fu quindi a mwpwBologna, a mwqaFerrara, a mwqqVenezia, a mwqgParma e ancora a mwqwMantova, mwraModena e mwrqNovellara (dove lavorò per mwrgAlfonso Gonzaga), e probabilmente anche a mwrwRomacite-ref-t-2-1[2].
Al suo ritorno lo stile degli affreschi, interrotti a metà, segnò una decisa evoluzione: dallo stile ancora basato sul preciso disegno, mutuato dal Rosselli e da Giovanni da San Giovanni, passò a forme più fluide e colori più solari, derivati dalle influenze di mwtqPaolo Veronese, di mwtgPietro da Cortona e, soprattutto, mwtwCorreggio. Il 14 novembre 1646 è registrato l'ultimo pagamento per il ciclo della Petraia, per un compenso totale di 1.304 ducati, superiore alla media dell'epocacite-ref-3[3], a testimonianza della sua raggiunta maturità artistica, assai apprezzata dalla committenzacite-ref-t-2-2[2].
Approfittando delle pause invernali, l'artista aveva anche realizzato nel frattempo importanti lavori a Firenze, come un affresco con mwxgSan Michele Arcangelo caccia Lucifero e altri diavoli nella compagnia dei battuti della mwxwchiesa di San Michele a Castello (1637), la mwyaVigilanza e Sonno nella mwyqvilla medicea di Castello (1641-42, entrambi commissionati dallo stesso Don Lorenzo), uno nell'mwygoratorio dei Vanchetoni (1639-40) e gli affreschi della cappella Orlandini-Concini in mwywSanta Maria Maggiore (1642), che mwzaMina Gregori indicò come prima opera pubblica inequivocabilmente "barocca" a Firenze. A questo ciclo si aggiunse poi quello della mwzqGloria di santa Cecilia nella cappella Grazzi della mwzgbasilica della Santissima Annunziata (1643-44), primo suo lavoro nel complesso servita. In queste prove l'artista dimostrò già una piena maturità e uno stile destinato a diventare il suo marchio di fabbrica più apprezzato, con un allargamento della lezione toscana verso forme più libere e barocchecite-ref-t-2-3[2].
Artista dell'aristocrazia fiorentina
Diventato tra gli artisti più apprezzati del momento, dipinse nel corso degli anni cinquanta numerose opere religiose, tele da cavalletto e alcuni affreschi nei palazzi della nobiltà fiorentina, come a mwcwpalazzo della Gherardesca (per Guido della Gherardesca), al mwdapalazzo di Valfonda (per Cosimo mwdqRiccardi), a mwdgpalazzo Niccolini (per Filippo mwdwNiccolini), al mweapalazzo di San Clemente (per Tommaso mweqGuadagni e i suoi figli), a mwegpalazzo Taddei (per Vincenzo Giraldi), alla mwewvilla medicea di Castello (per il cardinale mwfaGiovan Carlo de' Medici, opere staccate e oggi nel mwfqMuseo Bardini di Firenze). Per il cardinale dipinse anche un famoso ritratto, di cui restano anche alcune repliche, e alcune celebrate opere quali lo mwfgStaffiere liutista col moro Giovannino (1662 circa) e la mwfwBurla del Pievano Arlotto ai commensali (1643-44), che faceva parte di una serie perdutacite-ref-t-2-4[2].
Importante successo fu anche il ciclo nella Cappella Colloredo nell'Annunziata, dove decorò la volta e i pennacchi (1650-52), ottenendo un compenso quasi raddoppiato durante la stima finale (da 240 a 400 ducati)cite-ref-t-2-5[2].
Nel 1651 il marchese Niccolini, in previsione della decorazione della sua cappella in mwiwSanta Croce, gli finanziò una nuova serie di viaggi di formazione: nell'agosto 1651 in Emilia (mwjaBologna, mwjqModena, mwjgSassuolo e mwjwParma) e nel febbraio-aprile 1653 a mwkaRoma, dove affrescò anche una stanza del mwkqpalazzo del Bufalo alle Fratte. Se negli affreschi a mwkgpalazzo Niccolini si nota una certa ascendenza emiliana, è solo dopo il viaggio romano che l'artista mette mano, con una rinnovata fastosità (derivata dal mwkwLanfranco, da mwlaPietro da Cortona e da mwlqGian Lorenzo Bernini), alla volta della cappella Niccolini, compiuta nel 1658-59, coi peducci terminati nel 1661cite-ref-t-2-6[2]. L'artista, che incassò ben 1400 scudi per l'impresacite-ref-t-2-7[2].
Nel 1652 nel frattempo si era immatricolato all'mwoaAccademia delle arti del disegno e ne divenne accademico effettivo nel 1654cite-ref-t-2-8[2]. Visse nella mwpqcasa in via Capponi, che fu di mwpgAndrea del Sarto e di mwpwFederico Zuccari.
Per i vecchi patroni Inghirami dipinse inoltre, in quegli anni, una pala con la mwqqMadonna e santi (1659) per la badessa Marzia Inghirami di mwqgSanta Chiara, oggi nella mwqwPinacoteca civicacite-ref-t-2-9[2].
L'occasione francese
Nel 1664 l'abate Luigi Strozzi, emissario fiorentino del potente ministro mwswJean-Baptiste Colbert, gli commissionò un'importante opera destinata ad essere donata al re di Francia: la mwtaGloria di Luigi XIV che trionfa sul Tempo (oggi alla mwtqReggia di Versailles), che gli avrebbe potuto aprire le porte di una carriera internazionale alla della corte del re Sole, attentissimo alle novità provenienti dall'Italiacite-ref-t-2-10[2].
Ispirata agli schemi de recenti affreschi di mwuwPietro da Cortona a mwvapalazzo Pitti (specialmente quelli della volta della Sala di Saturno, 1663-1665), l'opera non riscosse il successo sperato. Presto se ne scordò l'artefice, tant'è vero che fu a lungo attribuita a mwvqCiro Ferricite-ref-t-2-11[2].
Pittore affermato a Firenze
Attivo fino a pochi anni prima della morte, il Volterrano fu sempre molto richiesto a Firenze e in Toscana, toccando vari generi, dalla pittura allegorica e mitologica alle opere devozionali, dal ritratto ala decorazione parietale. Gli anni sessanta, settanta e ottanta sono ricchi di commissioni, sebbene l'iniziale libertà e spregiudicatezza giovanile si stempera ormai in forme più consolidate, talvolta appesantite dalla retorica barocca. Spicca comunque la preferenza compositiva per le linee ascensionali e per la visione "da sott'in su"cite-ref-t-2-12[2], che gli ha fatto talvolta guadagnare l'appellativo di "mwyaCorreggio toscano"cite-ref-4[4].
Tra i suoi committenti si ritrovano i nomi della nobiltà volterrana e fiorentina, quali gli Incontri (mwzwSan Ludovico di Tolosa risana gli scrofolosi nella mw0achiesa di Sant'Egidio), i marchesi mw0qGerini (mw0gAndata al Calvario e mw0wRiposo durante la fuga in Egitto), i cardinali mw1aCarlo (mw1qSacra Famiglia, perduta) e mw1gLeopoldo de' Medici (mw1wAssunzione nella mw2aSantissima Annunziata, 1671, e mw2qPala di San Filippo Benizi), il principe mw2gMattias (una perduta mw2wVittoria e Fama nella mw3avilla medicea di Lappeggi), fino al granduca mw3qCosimo III (mw3gMadonna in gloria nella mw3wchiesa di Santa Lucia alla Castellina, 1682). Fuori Firenze, inviò opera a mw4aPescia (mw4qSan Carlo Borromeo che comunica gli appestati) e a mw4gPisa (pala dell'altare maggiore della chiesa della mw4wcertosa di Pisa, 1681)cite-ref-t-2-13[2].
A inizio degli anni ottanta prese avvio il suo ultimo e più impegnativo lavoro per la mw6qbasilica della Santissima Annunziata, la decorazione ad affresco della grande volta della tribuna con la mw6gGloria della Vergine. Commissionata da mw6wCosimo III già nel 1676, fu realizzata con l'aiuto dell'allievo mw7aCosimo Ulivelli tra il settembre 1680 e l'agosto 1683cite-ref-t-2-14[2].
Come ritrattista effigiò, tra le personalità più importanti, il giovane mw8gCosimo III, ancora principe, mw8wpapa Alessandro VII e l'amico mw9aFilippo Baldinuccicite-ref-t-2-15[2].
Fu inoltre consulente dello scrittore mw-gGiovanni Cinelli, restauratore per il mw-wgran principe Ferdinando, perito per l'arciduca mw-aFerdinando Carlo d'Austria, con cui visitò l'Italia settentrionale tra il 1662 e il 1663cite-ref-t-2-16[2].
Negli anni più tardi, nonostante l'anzianità e un'mwaqiapoplessia, riuscì comunque a compiere opere estreme, come l'affresco nella mwaqmvilla Medicea del Poggio Imperiale (mwaqqAscensione di santa Maria Maddalena, oggi staccato e nei depositi di palazzo Pitti) e quelli nella mwaquSala delle Allegorie, entrambi per mwaqyVittoria Della Roverecite-ref-t-2-17[2].
Morì il 7 gennaio del 1690 (stile comune, 1689 secondo l'uso fiorentino) e fu sepolto nella sede della mwaqwcompagnia di San Benedetto Bianco, presso la mwaq0Santa Maria Novellacite-ref-t-2-18[2].
Opere
• mwassVergine Assunta, 1631, olio su tela, 97x76 cm, mwaswVolterra, mwas0Museo diocesano, già mwas4oratorio di Sant'Antonio Abate alla Ripa
• mwataElia e l'angelo, 1631, affresco staccato, 260x120 cm, mwateVolterra, mwatichiesa di San Giusto
• mwatqMadonna col Bambino, 1631 circa, olio su tela, 73x62 cm, mwatuVolterra, mwatyPinacoteca e museo civico di Volterra (dall'mwatcIstituto Santa Chiara)
• mwatkPurificazione della Vergine, 1632, olio su tela, 230x170 cm, mwatoVolterra, mwatschiesa di Sant'Agostino
• mwat0Vera effigie di sant'Antonio da Padova (con mwat4Cosimo Daddi), 1632-33, olio su tela, 230x131 cm, mwat8Volterra, mwauaMuseo diocesano, già mwauechiesa di San Francesco
• mwaumVisione di san Felice da Cantalice, 1635, olio su tela, 186,5x127 cm, mwauqVolterra, mwauuPinacoteca e museo civico di Volterra (dalla mwauychiesa di Santa Chiara)
• mwaugSan Felice da Nola che soccorre san Massimo (con mwaukGiovanni da San Giovanni), 1635, affresco, mwauoFirenze, mwauschiesa di San Felice in Piazza
• mwau0Morione con pennacchi (su disegno di mwau4Giovanni da San Giovanni), 1635, affresco, mwau8Firenze, mwavaMuseo degli argenti, Sala di Giovanni da San Giovanni
• mwaviSacrificio di Isacco, 1636, affresco su stuoia, 63,5x63,5, mwavmFirenze, collezione privata
• mwavuGesù ritrovato nel Tempio, 1636-37, affresco su embrice, già a mwavyLondra, collezione Harris
• mwav4Incontro fra papa Leone X e Francesco I di Francia
• mwawaIngresso trionfale di Cosimo I a Siena
• mwawiCaterina de' Medici con i figli
• mwawqPredominio della Toscana sul mare
• mwawyGiuliano Duca di Nemours e Lorenzo Duca d'Urbino sul Campidoglio
• mwawgAlessandro primo duca di Firenze
• mwawoCosimo II riceve i vincitori dell'impresa di Bona
• mwawwMaria de' Medici regina di Francia con i figli
• mwaw4Cosimo I associa al governo il figlio Francesco
• mwaxaClemente VII incorona a Bologna Carlo V
• mwaxiSan Michele Arcangelo caccia Lucifero e altri diavoli, 1637 circa, affresco, mwaxmFirenze, mwaxqchiesa di San Michele a Castello, Compagnia dei Battuti
• mwaxyCristo nell'orto degli ulivi, 1638 circa, olio su tela, 120x80 cm, mwaxcVolterra, mwaxgPinacoteca e museo civico di Volterra
• mwaxoGanimede, 1639-40 circa, olio su tela, 64x48 cm, mwaxsPisa, mwaxwMuseo nazionale di palazzo Reale
• mwax4Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Filippo Neri e angeli, 1639-40, affresco, mwax8Firenze, mwayaoratorio dei Vanchetoni
• mwayySanta Caterina da Siena in adorazione del crocifisso, 1641-42 circa, olio su tavola, 28,5x18,5mwayc cm, mwaygFirenze, mwaykGalleria Palatina
• mwaysElia sul carro di fuoco, angeli, Antica e Nuova Legge, Umiltà e Verginità, 1642, affreschi, mwaywFirenze, mway0chiesa di Santa Maria Maggiore, Cappella Orlandini-Concini
• mway8Amor venale, 1642 circa, affresco su ardesia, 64x45,5mwaza cm, mwazeFirenze, mwaziGalleria Palatina
• mwazqVigilanza e Sonno, 1641-42 circa, affresco, mwazuFirenze, mwazyvilla medicea di Castello, Sala degli Staffieri
• mwazgGloria di santa Cecilia e angeli musicanti, 1643-44, affreschi, mwazkFirenze, mwazobasilica della Santissima Annunziata, cappella Grazzi
• mwazwBacco con violino, 1644 circa, olio su tela, 55x69 cm, mwaz0Montecarlo, collezione Maison d'Art
• mwaz8Putti con armi medicee, 1644, affresco, mwaaaFirenze, mwaaepalazzo Tanagli
• mwaamBurla del Pievano Arlotto ai commensali, 1643-44 circa, tempera su tela, 107x150 cm, mwaaqFirenze, mwaauGalleria Palatina
• mwaacRitratto di un cavaliere, 1645 circa, affresco su embrice, 51x34 cm, mwaagLondra, mwaakNational Gallery
• mwaasGanimede con vaso e coppa d'oro, 1645-46 circa, olio su tela, 87,5x71,5mwaaw cm, mwaa0Milano, collezione Luigi Koelliker
• mwaa8Angeli con la Croce, 1647, affresco, mwabaFirenze, mwabepalazzo di Valfonda, cappella
• mwabmRitratto di giovane gentiluomo, 1646-48, olio su rame, 6,5x5,3mwabq cm, mwabuFirenze, collezione privata
• mwabcHylas col vaso, 1649-50, affresco su stuoia, 85x70 cm, mwabgFirenze, mwabkMuseo Bardini
• mwabsVenere che abbraccia Cupido, 1649-50, affresco su stuoia, 80x67 cm, mwabwFirenze, mwab0Museo Bardini
• mwab8Hylas col vaso, 1649-50 circa, olio su tela, 104x87,5mwaca cm, mwaceMilano, collezione Carlo Orsi
• mwacmCristo confortato dagli angeli, 1649-50, affresco staccato, mwacqPrato, mwacuMuseo di pittura murale
• mwaccAmor dormiente, 1649-50 circa, affresco su stuoia, 64,5x44,7mwacg cm, mwackFirenze, mwacoGalleria Palatina
• mwacwGloria di santa Lucia, Fortezza, Purezza, Fede e Carità, 1650-52, affreschi, mwac0Firenze, mwac4basilica della Santissima Annunziata, cappella Colloredo
• mwadaOnfale, 1650-51 circa, olio su tela, 86x65 cm, mwadeRoma, collezione privata
• mwadmSanta Maria Maddalena leggente, 1651-53 circa, olio su tela, 80x62 cm, mwadqUdine, mwaduMusei civici
• mwadcDiana, 1651-55 circa, olio su tela, 58x66 cm, mwadgLondra, collezione Robilant+Voena
• mwadoCecità della mente umana illuminata dalla Verità e tre teste, 1651 circa, affreschi su embrice, 1652-53 circa, mwadsFirenze, mwadwpalazzo della Gherardesca
• mwad4Virtù che scuote l'Ozio, 1651-52, affresco, mwad8Firenze, mwaeapalazzo Niccolini
• mwaeiBellezza lacerata dal Tempo, 1651-52, affresco, mwaemFirenze, mwaeqpalazzo Niccolini
• mwaeyAngelo custode, 1652-53 circa, olio su tela, 111,5x77,5mwaec cm, mwaegStoccarda, mwaekStaatsgalerie
• mwaesSan Michele Arcangelo, 1652-53 circa, olio su tela, 108x78 cm, mwaewNancy, mwae0Musée des Beaux-Arts
• mwae8San Martino divide il mantello con un povero, 1652, affresco, mwafaFirenze, mwafepalazzo di San Clemente
• mwafmCarro di Aurora, 1653, affresco, mwafqRoma, mwafupalazzo del Bufalo alle Fratte
• mwafcRitratto di una sposa, 1650-55, olio su tela, 80x64 cm, collezione privata
• mwafkGanimede con vaso d'oro e coppa di cristallo, 1654-55 circa, 96,3x76,8mwafo cm, mwafsLondra, collezione Jean-Luc Baroni
• mwaf0Fanciulla con mazzo di fiori, 1655 circa, olio su tela, 52x42,5mwaf4 cm, collezione privata
• mwagaRe David in adorazione, 1654-56, affresco, mwageFirenze, mwagipalazzo Taddei
• mwagqRitratto del cardinale Giovan Carlo de' Medici, 1653-54, olio su tela, 146x117 cm, mwaguFirenze, mwagyGalleria Palatina
• mwaggRitratto del cardinale Giovan Carlo de' Medici, 1653-54, olio su tela, 45x35,5mwagk cm, mwagoFirenze, mwagsPalazzo Martelli
• mwag0Madonna col Bambino e sette santi, 1655, olio su tela, 220x370 cm, mwag4Volterra, mwag8Pinacoteca e museo civico di Volterra
• mwaheTesta di san Lorenzo, 1655 circa, olio su tela, 48,5x36,2mwahi cm, collezione privata
• mwahqSan Giovanni evangelista a Patmos, 1656 circa, olio su tela, 200x158 cm, mwahuFigline Valdarno, oratorio dell'mwahyospedale Serristori
• mwahgSan Giorgio e il drago, post 1655, olio su tela, 135,5x98,7mwahk cm, collezione privata
• mwahsAmore dormiente, 1655-60 circa, olio su tela, 53x66,5mwahw cm, mwah0Digione, Musée Magnin
• mwaiaIncoronazione della Vergine e Sibille, 1653-1661, mwaieFirenze, mwaiibasilica di Santa Croce, cappella Niccolini
• mwaiqSanta martire, 1655-59 circa, olio su tela, 104,4x84 cm, ubicazione sconosciuta
• mwaiyRe mago, 1655 circa, olio su tela, 85x71 cm, ubicazione sconosciuta
• mwaigRitratto del principe Cosimo di Ferdinando II in minore età, 1656 circa, olio su tela, 201x130 cm, collezione privata
• mwaioFanciulla con colomba, 1655-1657, olio su tela, 37x29 cm, ubicazione sconosciuta
• mwaiwFanciulla con fazzoletto, 1655-1657, olio su tela, 37x29 cm, ubicazione sconosciuta
• mwai4Orfeo ed Euridice, 1656 circa, olio su tela, 220x170 cm, mwai8Firenze, mwajapalazzo Pucci
• mwajiSant'Agnese, 1656-59 circa, olio su tela, 26x20 cm, mwajmReggio Emilia, collezione privata
• mwajuHylas con il vaso, 1657 circa, olio su tela, 101x86 cm, mwajyStoccarda, mwajcStaatsgalerie
• mwajkPerseo con la testa di Medusa, 1657-58 circa, olio su tela, 95x72,5mwajo cm, mwajsMonaco di Baviera, mwajwStaatsgalerie Schleissheim (mwaj0Castello di Schleißheim)
• mwaj8Venere e Cupido, 1657-58 circa, olio su tela, 94,7x72,5mwaka cm, mwakeStoccarda, mwakiStaatsgalerie
• mwakqGlorificazione di Vittoria della Rovere e quattro allegorie, 1658, affreschi, mwakuFirenze, mwakyGalleria Palatina, sala delle Allegorie
• mwakgAscensione di santa Maria Maddalena, 1659, tempera su tela, 195x195 cm, mwakkFirenze, mwakoGalleria Palatina (depositi)
• mwakwAllegoria della Fama di Giovan Carlo de' Medici, 1659, affresco, mwak0Firenze, mwak4palazzo Pitti, mezzanino della Muletta
• mwalaSan Francesco in estasi, 1660-62 circa, olio su tela, mwaleFirenze, collezione privata
• mwalmRitratto di giovane in veste di David, 1660-62 circa, olio su tela, 58x48 cm, collezione privata
• mwaluSposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, 1661, olio su tela, 204x186 cm, mwalyVicenza, collezione della mwalcBanca Popolare di Vicenza
• mwalkSposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, 1662-65, olio su tela, 110,5x140 cm, collezione privata
• mwalsSposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, 1662-65, olio su tela, 59x74 cm, mwalwNew York, già in collezione John L. Fiorilla
• mwal4Sposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, 1662-65, olio su tela, 115x145 cm, mwal8Monza, collezione Brusa
• mwameRitratto di Paolino cieco, 1662, perduto (nota da incisioni di Lorenzo Lorenzi e Pier Antonio Pazzi, 1786)
• mwamuSacra Famiglia con sant'Elisabetta e san Giovannino, 1662-65 (perduto, noto da un'incisione di Ranieri Allegranti e Cosimo Colombini, 1786)
• mwamkRitratto di suonatore di liuto con cantore moro, 1662, olio su tela, 95x144 cm, collezione privata
• mwamsRitratto di giovane, 1662-65, olio su tela, 60x68 cm, mwamwFirenze, mwam0Museo Stibbert
• mwam8Sant'Agnese, post 1662, olio su tela, 69,5x56 cm, collezione privata
• mwaneSanta Caterina d'Alessandria, 1662 circa, olio su tela, 60x47 cm, mwaniFirenze, collezione privata
• mwanqTesta di donna, 1661-62, olio su tela, 35,2x23,5mwanu cm, ubicazione ignota
• mwansRiposo durante la fuga in Egitto (bozzetto), 1662-64, olio su tela, 50x38 cm, mwanwFirenze, mwan0palazzo Corsini al Parione
• mwan8Riposo durante la fuga in Egitto, 1662-64, olio su tela, 220x173 cm, mwaoaFirenze, mwaoepalazzo Gerini
• mwaomAllegoria della gloria di Luigi XIV, 1664, mwaoqVersailles, mwaoureggia
• mwaocAllegoria della Vittoria e della Pace, 1664-65 circa, olio su tela, 194x183 cm, mwaogFirenze, collezione privata
• mwaooAutoritratto, 1663-65, olio su tela, 73x58,5mwaos cm, mwaowFirenze, mwao0Corridoio vasariano
• mwapmSan Luigi di Francia risana gli scrofolosi, 1664-65, olio su tela, 390x260cm, mwapqFirenze, mwapuchiesa di Sant'Egidio
• mwapcFuga in Egitto, 1665, olio su tela, 105x76 cm, mwapgFirenze, collezione privata
• mwapoDidone accarezza Cupido trasformato in Ascanio, 1665-70, olio su tela, 99x77 cm, collezione privata
• mwaqeAndata al Calvario, 1666, olio su tela, 220x173 cm, mwaqiFirenze, mwaqmpalazzo Gerini
• mwaquAndata al Calvario, 1666, olio su tela, 50x40 cm, mwaqyFirenze, mwaqcpalazzo Corsini al Parione
• mwaqkSan Francesco Saverio risuscita una fanciulla, olio su tela, 176x75 cm, mwaqoSiena, mwaqschiesa di San Vigilio
• mwaq0San Francesco Saverio battezza i pagani, olio su tela, 176x75 cm, mwaq4Siena, mwaq8chiesa di San Vigilio
• mwarePala delle Sacre Spine, 1669, olio su tela, 250x160 cm, mwariVolterra, mwarmchiesa di Sant'Agostino
• mwaruAssunzione della Vergine, post 1669, olio su tela, 422x214 cm, mwaryVallombrosa, mwarcchiesa abbaziale
• mwarkAssunzione della Vergine, 1669-70, olio su tela, mwaroFirenze, mwarsbasilica della Santissima Annunziata
• mwar0Assunzione della Vergine, 1669, olio su tela, 103x76 cm, mwar4Roma, collezione privata
• mwasaAssunzione della Vergine, 1669, olio su tela, 117x72 cm, mwaseFirenze, collezione Giovanni Pratesi
• mwasmIntercessione di san Filippo Benizi, 1671, olio su tela, 218x152 cm, mwasqFirenze, mwasubasilica della Santissima Annunziata, cappella Tedaldi
• mwascSan Giovanni Evangelista, 1671, olio su tela, 218x152 cm, mwasgFirenze, mwaskbasilica della Santissima Annunziata, cappella Tedaldi
• mwassTempo che tappa le ali della Fama, 1672-73 circa, olio su tela, 65x53,5mwasw cm, mwas0Milano, collezione Koelliker
• mwas8Tempo che tappa le ali della Fama, 1672-73, affresco, mwataFirenze, mwatepalazzo Lanfredini
• mwatmBacco con putti, 1673-75, olio su tela, 144x231 cm, ubicazione sconosciuta
• mwatuSocrate con un discepolo, 1670-80, olio su tela, ubicazione sconosciuta
• mwatcSanta Vittoria, 1674-75, olio su tela, 96,8x80 cm, mwatgFirenze, mwatkMuseo del cenacolo di San Salvi (depositi)
• mwatsSan Simone col Bambino in braccio, 1675 circa, olio su tela, 101x90 cm, mwatwRoma, mwat0Musei capitolini
• mwat8Sibilla Cumana, 1675 circa, olio su tela, 70x60 cm, collezione privata
• mwaueSibilla Tiburtina, 1675 circa, olio su tela, 70x60 cm, collezione privata
• mwaucAllegoria dell'Asia, 1675 circa, olio su tela, 126x95 cm, ubicazione sconosciuta
• mwaukSan Giuseppe, 1675-80, olio su tela, 67,5x57,5mwauo cm, ubicazione sconosciuta
• mwauwAssunta con santa Caterina da Siena e la beata Margherita da Cortona, 1677, olio su tela, 300x200 cm, mwau0Firenze, mwau4chiesa di Santa Felicita
• mwavqSan Carlo Borromeo comunica gli appestati, 1677, olio su tela, 240x160 cm, mwavuPescia, mwavychiesa della Santissima Annunziata
• mwavgRitratto di Cosimo III sulla darsena di Livorno, 1677, olio su tela, 196x122, mwavkVarsavia, Castello reale
• mwavwRitratto di un familiare di Filippo Baldinucci, 1675-1680 circa, olio su tela, 49,5x37,5mwav0 cm, collezione privata
• mwav8Sposalizio mistico di santa Caterina d'Alessandria, 1675-80 circa, olio su tela, 27,5x33 cm, collezione privata
• mwaweSan Giovanni Evangelista, 1675-80 circa, olio su tela, 58,4x50,2mwawi cm, collezione privata
• mwawqTesta femminile, 1677 circa, olio su tela, 29x20,5mwawu cm, mwawyFirenze, mwawcMuseo del cenacolo di San Salvi (depositi)
• mwawkIncoronazione della Madonna al cospetto della Trinità, 1680-83, affresco, mwawoFirenze, mwawsbasilica della Santissima Annunziata, tribuna
• mwaw0Ritratto di Antonio Baldinucci, 1681, pastello su carta, 43x38 cm, mwaw4Firenze, mwaw8Galleria Palatina
• mwaxuMadonna col Bambino tra i santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista, Bruno e Gorgonio, 1680-83, olio su tela, 280x170 cm, mwaxyCalci, mwaxcCertosa di Pisa
• mwaxkSan Luca ritrae la Madonna col Bambino, 1683-86, olio su tela, 295x406 cm, mwaxoFirenze, mwaxsbasilica di Santa Croce, biblioteca
• mwax0Madonna e i santi Giovanni Evangelista e Pietro d'Alcantara, 1684 circa, mwax4Montelupo Fiorentino, mwax8chiesa dei Santi Quirico, Lucia e Pietro d'Alcantara
• mwayeRitratto di un Chiaus d'Albania, 1684 circa, olio su tela, 130x100 cm, ubicazione sconosciuta
• mwaymMadonna col bambino tra i santi Lucia e Angelo carmelitano, 1684-85, olio su tela, 550x350 cm, mwayqSesto Fiorentino, mwayuchiesa di Santa Lucia alla Castellina
• mwaycCristo piagato, 1680-85, olio su tela, 86x71 cm, mwaygFirenze, collezione privata
• mwayoTesta di Cristo piagato, 1680-85, olio su tela, 48,5x41 cm, ubicazione sconosciuta
• Panneggio dellmwayw'mway0mway4Allegoria dell'Inclinazione (di mway8Artemisia Gentileschi), 1684, olio su tela, 152x61 cm, mwazaFirenze, mwazeCasa Buonarroti, mwazigalleria
• mwazkEcce Homo, 1685, olio su tela, 116x86 cm, mwazoFirenze, mwazsGalleria Palatina
• mwaz0Martirio di santa Lucia, 1686 circa, olio su tela, 340x224 cm, mwaz4Firenze, mwaz8chiesa di San Paolino
• mwa0eMadonna che porge il Bambino a san Francesco d'Assisi, 1687-88, olio su tela, 135x195 cm, mwa0iFirenze, collezione privata
• mwa0qSante Lucia, Agata e Apollonia, 1689, olio su tela, 220x148 cm, mwa0uScandicci, mwa0ypieve di San Giuliano a Settimo
Attivissimo disegnatore, tra i massimi della sua epoca, ha lasciato un corpus grafico molto consistente (si parla di almeno 400 fogli), sparso nelle maggiori istituzioni pubbliche e collezioni privatecite-ref-t-2-19[2].
Note
cite-note-v15-11. ↑ Maria Cecilia Fabbri, mwa1yVolterrano, cit., p. 15.
cite-note-t-22. ↑ mwa4amwa4etreccani.it, mwa4ihttp://www.treccani.it/enciclopedia/baldassarre-detto-il-volterrano-franceschini_(Dizionario-Biografico)mwa4m Titolo mancante per url mwa4qurl (aiuto).
cite-note-33. ↑ Più bassa ad esempio della somma dei compensi dati, in quegli stessi anni, a mwa4oFrancesco Furini, mwa4sOttavio Vannini e mwa4wCecco Bravo per completare il salone di palazzo Pitti detto di Giovanni da San Giovanni
cite-note-44. ↑ mwa5aVolterrano, cit., p. 22.
Bibliografia
• Guida d'Italia, mwa5qFirenze e Provincia, Touring Club Italiano Editore, Milano, 2007
• Maria Cecilia Fabbri, Alessandro Grassi, Riccardi Spinelli, mwa5yVolterrano, Fotografie di Irene Taddei, Edifir, Firenze 2013. ISBN 978-88-7970-601-8
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itVolterrano, Baldassarre Franceschini, detto il-, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Baldassare Franceschini, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Volterrano, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefdbiMarco Gallo, FRANCESCHINI, Baldassarre detto il Volterrano, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 49, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1997.
• citerefbewebVolterrano, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• Odoardo H. Giglioli, mwa6imwa6mSu un quadro del Volterrano nella Galleria degli Uffizi, Bollettino d'Arte, 9, 1908